UN VIAGGIO NELL’INNOVAZIONE SOSTENIBILE

ll 29 aprile accompagnati dai prof Cobelli, Maraffino e Rubbo siamo andati al Portello a “Fà la cosa giusta”, una mostra mercato di prodotti, servizi e eventi di “buone pratiche” di consumo e produzione realizzata in collaborazione con istituzioni, associazioni e imprenditori locali.

Per noi quest’uscita è stata una bella esperienza perché collegata al progetto “Food Wave” che abbiamo realizzato durante quest’anno scolastico e perché molte delle proposte degli espositori avevano a che fare con il nostro percorso di formazione.

Abbiamo visitato alcuni stand molto interessanti, come quello dedicato alla distillazione, quelli delle spezie e della frutta essiccata, lo stand con tutti i tipi di cioccolato: la cosa più interessante è stata che tutte erano produzioni ecosostenibili. C’erano anche numerosi stand di prodotti artigianali di piccoli produttori locali di formaggi, salumi, dolci, birre e molto altro. Verso la fine della visita siamo anche saliti all’ultimo piano della fiera dove si trovavano gli stand dedicati alla moda etica.

É stata davvero una mattinata istruttiva e interessante … e poi è stato anche molto bello e divertente passare del tempo tutti insieme fuori da scuola!

LE ESPERIENZE DI GRUPPO
Dopo essere entrati alla fiera, la classe è stata divisa in tre gruppi, ognuno accompagnato da un professore, che sono andati a visitare degli stand specifici per approfondire una tematica in particolare: la disabilità, le ecomafie, i diritti umani.


GRUPPO 1 – LA VITA DI UN NON VEDENTE
Lo stand dell’Unione Italiana Ciechi era organizzato in modo da far sperimentare alle persone le sensazioni tattili e uditive di un non vedente entrando in due cabine buie: nella prima si sentiva un libro letto da un tablet, nella seconda si provava a toccare al buio banconote, insetti, lettere, edifici.


Una volta finito ci hanno intervistato sull’esperienza vissuta, chiedendoci come ci siamo sentiti e abbiamo risposto che è stata strana ma molto interessante per capire quanto sia difficoltosa la vita delle persone non vedenti, ma anche come la cecità non impedisca a queste persone di pensare, imparare, credere e vivere nel modo più intenso possibile.


GRUPPO 2 – COSA SONO LE ECOMAFIE
Nello spazio di Legambiente gli animatori ci hanno fatto fare un’attività prima singolarmente e poi in gruppo che consisteva nello scegliere tra un gruppo di parole quelle che secondo noi rappresentavano meglio il concetto di ecomafie. Terminato questo esercizio, a partire dalle parole che avevamo selezionato, il rappresentante dell’organizzazione ci ha guidato ad approfondire il significato di questo concetto: con la parola ecomafie si definiscono tutte quelle attività illegali e criminali che creano danni all’ambiente.

Un triste esempio di un territorio dove le ecomafie hanno fatto enormi danni è quello della “terra dei fuochi”, espressione che si usa per indicare una vasta area del sud Italia dove avviene l’interramento illegale di rifiuti tossici.


GRUPPO 3 – LAVORARE PER I DIRITTI UMANI
Arrivati allo stand di Medici senza frontiere la responsabile della raccolta fondi dell’organizzazione ci ha accolto. Ci ha spiegato che l’organizzazione è nata nel 1971 in Francia – ora ha sedi in molti paesi – e si occupa di intervenire per portare aiuto alle popolazioni colpite da emergenze come guerre, terremoti, tsunami, uragani e epidemie in tutto il mondo tutelando i diritti umani e cercando di portare speranza. È un’organizzazione non governativa, che vuol dire che non che riceve fondi dagli stati ma solo da privati che rispettino e condividano le loro idee e i loro valori, in questo modo possono lavorare in autonomia senza fare distinzioni su chi aiutare. Alcune emergenze in cui stanno intervenendo in questo periodo: la guerra in Ucraina, la lotta alla malnutrizione in Africa.
Ci ha anche mostrato alcuni dei materiali che utilizzano durante i loro interventi e spiegato a cosa servono:
barrette mediche iperproteiche (che costano 0,28 centesimi una) che in soli 20 giorni aiutano i bambini gravemente malnutriti a migliorare e a poter iniziare a magiare cibi solidi;
coperte isotermiche, che riparano sia dal caldo che dal freddo realizzate in un materiale che occupano molto meno spazio e pesano molto meno delle coperte tradizionali: la parte argentata protegge dal freddo trattenendo il calore del corpo mentre quella dorata esterna riflette i raggi solari.
Ci hanno anche spiegato che durante le guerre portano dove servono dei veri e propri ospedali “gonfiabili” completi di sale operatorie che possono essere montati e smontati in una settimana, cosa che gli permette di spostarsi velocemente nel territorio e andare dove c’è più bisogno (ci hanno raccontato che durante i conflitti gli ospedali spesso sono un bersaglio e vengono bombardati per provocare il terrore tra la gente, anche se è una grande violazione dei diritti umani).


Dobbiamo confessare che all’inizio pensavamo di annoiarci, invece quello che abbiamo sentito ci ha fatto conoscere e ci ha fatto riflettere sulla situazione di Paesi lontani da noi e le cui condizioni spesso pensiamo non ci riguardino.

Ci ha colpito che ci siano persone (medici, infermieri, …) disposte a mettere a rischio la loro sicurezza e ad allontanarsi dalle loro abitudini e famiglie per andare ad aiutare persone che non conoscono in posti molto lontani e a volte molto pericolosi.

(A cura della classe 4E del Capac di Viale Murillo)

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